Glossario

Artrite
E' una malattia dell’articolazione che comporta dolore, tumefazione, calore e arrossamento. Il dolore classicamente è soprattutto notturno e tende a migliorare con il movimento. Se oltre a dolore non vi è arrossamento e calore non si tratta di artrite. Vi sono molti tipi di artrite e la principale distinzione che viene fatta è tra mono/oligo artrite, che interessa da una fino a 3 articolazioni (es. artrite gottosa, artrite settica) e poliartrite, che interessa 4 o più articolazioni (es. artrite reumatoide).

Artrosi
Alterazione radiologica delle articolazioni (in particolare la cartilagine articolare, che va incontro ad un processo di degenerazione). Le sedi più spesso interessate sono le mani, l’anca, il ginocchio e la colonna vertebrale. E’ quasi impossibile che non vi siano dei segni di artrosi in una radiografia di una persona dopo i 40 anni, anche se questa non lamenta alcun sintomo. In una minoranza dei casi l’evidenza radiologica è collegata al dolore: articolazioni artrosiche sono spessissimo indolenti. La artrosi dolorosa colpisce per lo più le articolazioni sotto carico (anca e ginocchio) e il dolore da artrosi è caratterizzato da dolore articolare (artralgia) accentuato dal carico ed attenuato dal riposo, crepitii al movimento, rigidità di breve durata dopo l’immobilità, limitazione del movimento articolare. L’artrosi rappresenta la più frequente malattia articolare ed è la causa più comune di invalidità tra gli anziani.

Borsite
Le borse sono strutture anatomiche a forma di sacco e ripiene di un sottile strato di liquido che servono a ridurre l’attrito tra un tessuto ed un altro. Sono collocate a livello di sporgenze ossee (come l’olecrano del gomito o la rotula del ginocchio). L’infiammazione delle borse può insorgere a causa di un evento traumatico (anche piccoli traumi ripetuti nel tempo) o di una infezione.

Chiropratica
Indirizzo di scuola che nasce dalle idee di un autore non medico che senza alcuna preparazione sanitaria costruì delle teorie di cura dei disturbi dell’organismo sulla base di osservazioni empiriche. La diagnosi è basata solo su radiografie particolari di tutta la colonna. Anche oggi è per lo più esercitata da personale senza alcuna qualifica sanitaria, che propone la cura anche di malattie di organi interni con tecniche manuali. Viene praticata anche da Medici.

Dolori vertebrali comuni
E' un concetto che risale ad un noto ortopedico francese (De Sèze) e individua tutti quei dolori che non hanno una causa in malattie gravi (tumori, infezioni, fratture ecc.) ma derivano da disfunzioni meccaniche e che hanno una altissima frequenza. Si manifestano come dolori alla colonna ma anche come dolori agli arti superiori e inferiori (spalle, ginocchia, polsi ecc.). Molto frequentemente non vengono riconosciuti dal medico non esperto in medicina Manuale.

Manipolazione vertebrale
Le manipolazioni vertebrali sono tecniche manuali che consistono in un “micromovimento” secco esercitato su un segmento della colonna vertebrale che combina di solito uno stiramento e una rotazione per la cura dei “dolori benigni di origine vertebrale”. Va eseguito dopo una visita medica accurata.

Medicina Manuale
Branca della medicina che si occupa dell’inquadramento e del trattamento dei disturbi comuni dello scheletro, dei muscoli e delle articolazioni. Vi sono diverse scuole ad indirizzo Osteopatico, Medicina Manuale secondo Maigne e Chiropratica che si differenziano per i concetti di causa dei diversi disturbi e sui metodi con cui viene fatta la diagnosi.

Osteopatia
E' l’indirizzo di scuola originario tra le medicine manuali, il più antico, ideato e fondato da un Medico, A T .Still nel 19874. Fa risalire la causa dei disturbi sul concetto che la disfunzione vertebrale possa essere alla base di pressoché tutte le malattie, idea scientificamente superata. In America del nord è distinta la Medicina Osteopatica dall’osteopatia.

Tendinite
Infiammazione dei tendini o delle guaine sinoviali che circondano alcuni tendini (tenosinovite). In realtà il termine tendinite è appropriato solo nelle fasi iniziali (massimo 7 giorni) in cui il tendine è caldo e arrossato, oltre che dolente. Solo in questi primi giorni la terapia con antinfiammatori (locali, per bocca o per iniezioni) ha senso. Vari studi hanno dimostrato che non si può parlare di un processo infiammatorio già dopo una settimana.

Tendinosi
Dopo al massimo 7 giorni di una tendinite acuta (dopo un trauma o uno sforzo) le cellule infiammatorie lasciano lo spazio ad elementi cellulari di riparazione e cicatriziali: prevalgono fenomeni di tipo degenerativo. La cura antinfiammatoria non ha più indicazione.